Chiesa di Santa Maria del Carmine

Situata a breve distanza dalle mura duecentesche che cingono il borgo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Carmine accoglie i visitatori lungo la strada che sale verso il centro storico di Marciano della Chiana. Questo edificio sacro, intimo e raccolto, è un piccolo gioiello architettonico che custodisce una profonda devozione mariana e importanti testimonianze d’arte rinascimentale.

​Le origini e il legame con il territorio

​La chiesa sorse tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo come santuario rurale dedicato alla Madonna delle Grazie. La sua posizione non era casuale: si trovava lungo le storiche vie di comunicazione della Val di Chiana, offrendo riparo, conforto e un luogo di preghiera ai viandanti e ai contadini della zona.
Più tardi, la gestione del santuario passò all’Ordine dei Carmelitani (da cui deriva il nome comune “del Carmine”), che ne ampliarono le strutture e ne curarono l’aspetto, rendendolo il punto di riferimento religioso che è ancora oggi.

Interno

Fonte Badia

​L'Architettura e i tesori d'arte

A prima vista la chiesa si presenta con linee semplici ed eleganti, tipiche dello stile rinascimentale toscano minore, ma è all’interno che rivela il suo valore più prezioso: statue lignee della Madonna del Rosario e di Gesù risorto. Sull’altare maggiore è custodita la statua lignea, tipica delle botteghe artigiane italiane del 1940/1960 raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di grande venerazione locale.
Scene della Crocifissione e della Via Crucis: a decorare le pareti laterali della chiesa, si trovano delle piccole raffigurazioni lignee delle scene della vita di Gesù. Nonostante le origini più antiche, l’interno mostra eleganti rifacimenti e decorazioni in stucco realizzati nel corso del Settecento, che donano armonia e luminosità a tutta l’unica navata. Il loggiato esterno è un elemento tipico di molti santuari di campagna dell’epoca e offriva un riparo dal sole o dalla pioggia ai pellegrini che giungevano da fuori le mura. Trovandosi appena fuori dal nucleo fortificato del castello, l’area circostante la chiesa visse da vicino le convulse manovre militari che precedettero la memorabile Battaglia di Scannagallo del 1554.

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