Badicorte

Badicorte

Badicorte, l’antica Curte di Lupone

Badicorte è un piccolo centro urbano nel Comune di Marciano, immerso nel paesaggio collinare della Valdichiana aretina. Il suo nome conserva una memoria antica: secondo la tradizione storica locale, infatti, il luogo fu chiamato prima Curte di Lupone, poi Abazia di Curte di Lupone, fino ad assumere la forma attuale di Badicorte.

La storia​

Il nucleo medievale di Badicorte è legato alla figura di Lupone, dignitario di origine longobarda, che avrebbe fatto erigere un castello sul punto più alto della località. Da questa presenza signorile deriverebbe il nome di Curte di Lupone, cioè la “corte” o territorio sottoposto al dominio di un feudatario. Accanto al castello sarebbe sorta anche una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, santo particolarmente venerato in ambito longobardo.

A partire dall’XI secolo la storia di Badicorte si intreccia con quella dei monaci camaldolesi. Le fonti ricordano l’arrivo dei primi monaci nel 1084 e, negli anni successivi, varie donazioni che portarono il patrimonio della Curte di Lupone sotto il controllo del nascente monastero. Nel corso del Medioevo il complesso monastico non raggiunse mai grande potenza, ma rappresentò comunque un importante presidio religioso e territoriale nella campagna marcianese.

Esterno della chiesa di San Bartolomeo
Foto di: Francesco Gentile©

Interno della chiesa di San Bartolomeo
Foto di: Francesco Gentile©

Chiesa di San Bartolomeo

Il principale luogo di interesse della frazione è oggi la Chiesa di San Bartolomeo a Badicorte. L’edificio apparteneva al contesto dell’antica abbazia, ma subì gravi danni durante la Seconda guerra mondiale. Fu ricostruito negli anni Cinquanta, conservando alcune parti superstiti, tra cui la suggestiva zona absidale di origine romanica. 

All’interno della chiesa si conserva una pala con la Madonna col Bambino, San Bartolomeo e San Lorenzo, attribuita a Orazio Porta, pittore e architetto attivo tra Arezzo e Monte San Savino. La chiesa custodisce quindi non solo la memoria religiosa della frazione, ma anche una testimonianza artistica significativa del territorio.

Nel 1774, con le riforme granducali di Pietro Leopoldo, Badicorte perse la propria autonomia amministrativa e fu aggregata al Comune di Marciano della Chiana. Questo passaggio segnò l’inserimento definitivo della piccola comunità nel più ampio territorio marcianese, pur mantenendo una propria identità storica e locale.

Cesa di Marciano

Cesa

Cesa

Cesa è una frazione del Comune di Marciano della Chiana lungo l’antica direttrice della via Cassia e vicino al Canale Maestro della Chiana. Di origine medievale, fu legata per secoli ai vescovi di Arezzo, che vi possedevano un importante feudo con castello e residenza. Il principale luogo di interesse è la Pieve di Santa Lucia e San Michele Arcangelo, elevata a pieve nel 1772 e arricchita da opere di Salvi Castellucci. Il paese conserva una forte identità agricola e popolare, legata alla bonifica della valle, alla festa di Santa Lucia e allo storico Circuito di Cesa, gara ciclistica nata nel 19

Pieve di Santa Lucia e di San Michele Arcangelo

Questo edificio non è solo il punto di riferimento spirituale della comunità di Cesa, ma è anche uno scrigno di tesori artistici che racconta lo sviluppo culturale di questa fetta di Toscana.

Con il passare dei secoli e l’espansione dell’abitato di Cesa, l’eredità spirituale e i titoli storici si sono concentrati nell’attuale chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo (figura amatissima e simbolo di protezione) e alla Natività di Maria. L’edificio attuale è il risultato di importanti interventi di ristrutturazione avvenuti tra il Settecento e l’Ottocento, che gli hanno donato l’elegante aspetto odierno.

Interno della Pieve

Esterno della Pieve 

Cosa ammirare all'interno

Oltrepassata la facciata, l’interno della chiesa accoglie il visitatore con un’atmosfera solenne e custodisce opere d’arte di grande rilievo per il territorio.
Gli altari laterali sono ornati da tele che raffigurano santi e scene bibliche, specchio della devozione locale nei secoli passati. La statua di Santa Lucia è testimone della profonda venerazione di questa santa, la cui memoria è ancora vivissima nella comunità. L’architettura è armoniosa, le linee interne, infatti, sono sobrie ma eleganti e guidano lo sguardo verso l’altare maggiore, creando uno spazio di grande raccoglimento. Cesa e la sua chiesa si trovano immersi in un paesaggio agricolo d’eccellenza. Una visita qui permette di unire la scoperta storico-artistica a quella dei sapori tradizionali della Val di Chiana, come la celebre carne Chianina e i vini locali.

Chiesa Carmine

Chiesa di Santa Maria del Carmine a Marciano

Chiesa di Santa Maria del Carmine

Situata a breve distanza dalle mura duecentesche che cingono il borgo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Carmine accoglie i visitatori lungo la strada che sale verso il centro storico di Marciano della Chiana. Questo edificio sacro, intimo e raccolto, è un piccolo gioiello architettonico che custodisce una profonda devozione mariana e importanti testimonianze d’arte rinascimentale.

​Le origini e il legame con il territorio

​La chiesa sorse tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo come santuario rurale dedicato alla Madonna delle Grazie. La sua posizione non era casuale: si trovava lungo le storiche vie di comunicazione della Val di Chiana, offrendo riparo, conforto e un luogo di preghiera ai viandanti e ai contadini della zona.
Più tardi, la gestione del santuario passò all’Ordine dei Carmelitani (da cui deriva il nome comune “del Carmine”), che ne ampliarono le strutture e ne curarono l’aspetto, rendendolo il punto di riferimento religioso che è ancora oggi.

Interno

Fonte Badia

​L'Architettura e i tesori d'arte

A prima vista la chiesa si presenta con linee semplici ed eleganti, tipiche dello stile rinascimentale toscano minore, ma è all’interno che rivela il suo valore più prezioso: statue lignee della Madonna del Rosario e di Gesù risorto. Sull’altare maggiore è custodita la statua lignea, tipica delle botteghe artigiane italiane del 1940/1960 raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di grande venerazione locale.
Scene della Crocifissione e della Via Crucis: a decorare le pareti laterali della chiesa, si trovano delle piccole raffigurazioni lignee delle scene della vita di Gesù. Nonostante le origini più antiche, l’interno mostra eleganti rifacimenti e decorazioni in stucco realizzati nel corso del Settecento, che donano armonia e luminosità a tutta l’unica navata. Il loggiato esterno è un elemento tipico di molti santuari di campagna dell’epoca e offriva un riparo dal sole o dalla pioggia ai pellegrini che giungevano da fuori le mura. Trovandosi appena fuori dal nucleo fortificato del castello, l’area circostante la chiesa visse da vicino le convulse manovre militari che precedettero la memorabile Battaglia di Scannagallo del 1554.

Fonte di Via dei Boschi Salviati

Percorso delle fonti dell’acqua

Percorso delle fonti dell’acqua

Il percorso delle fonti dell’acqua di Marciano della Chiana accompagna alla scoperta di cinque luoghi legati alla vita quotidiana, alla memoria collettiva e alla storia del territorio. I percorsi toccano l’intero territorio comunale e sono organizzati in tre itinerari di diversa lunghezza: un percorso breve di circa 4,5 km, uno medio di circa 13 km e uno lungo di circa 21 km.
L’intervento di recupero, effettuato di recente dall’amministrazione comunale, ha previsto la valorizzazione delle cinque fonti, anche attraverso il restauro delle strutture murarie e dei lavatoi. Sono stati installati totem informativi, sedute e stalli per le biciclette, rendendo l’itinerario fruibile sia da chi desidera percorrerlo a piedi sia da chi preferisce scoprirlo in bicicletta.

Fonte di via dei Boschi Salviati e fonte San Piero e lavatoi

Il totem di Fonte di via dei Boschi Salviati ricorda il ruolo delle fonti e dei lavatoi pubblici come punti di ristoro, di lavoro e di incontro. Qui si lavava il bucato, si sostava, si parlava e si scambiavano notizie e racconti. Il percorso permette anche di conoscere alcune curiosità come l’utilizzo del ranno per la pulizzia, una soluzione ottenuta versando acqua bollente sulla cenere bianca: un composto che aiutava a sbiancare i panni e lasciava sulla biancheria un profumo particolare e inconfondibile. La Fonte San Piero e lavatoi, posta nei pressi della perduta pieve di San Pietro in Agello, unisce alla funzione pratica dell’acqua anche un forte valore religioso. Le sue acque dissetavano uomini e animali del contado, ma richiamano anche la memoria dell’antica pieve, punto di riferimento per un territorio molto vasto, dove fin dai tempi più remoti era possibile ricevere il sacramento del battesimo.

Fonte Nuova

 

Fonte Badia

Fonte di via del Porto a Cesa, Fonte Nuova e Fonte Badia

La Fonte di via del Porto a Cesa racconta invece il ruolo dei lavatoi nel mondo femminile. Le donne vi si recavano abitualmente per lavare i panni, trasportati dentro la mastella, una grande vasca formata da doghe di legno e munita di un foro di scarico nella parte bassa, chiuso da un piolo. Al suo interno la biancheria veniva disposta a strati, bagnata con il ranno e poi sciacquata direttamente alla fonte. Con la Fonte Nuova emerge ancora una volta il valore sociale di questi luoghi. Fonti e pozzi, oltre a soddisfare un bisogno essenziale, erano spazi di relazione: vi si incontravano abitanti del posto e forestieri, nascevano conoscenze, amicizie e talvolta anche amori. Il percorso si completa con la Fonte Badia e i suoi lavatoi, che contribuisce a ricomporre questa piccola geografia dell’acqua: una rete di luoghi semplici ma fondamentali, capaci di raccontare il rapporto tra la comunità, il territorio e le pratiche quotidiane di un tempo.

Fonte San Piero

Fonte di Via del porto a Cesa

Torre orologio marciano

Torre dell’orologio

Torre dell'orologio: il tempo di Marciano

Se c’è un simbolo che definisce il profilo di Marciano della Chiana e ne racconta la storia a prima vista, quel simbolo – insieme alla Torre della rocca – è la Torre dell’orologio.

Questa imponente struttura non è solo un capolavoro di architettura medievale, ma rappresenta la vera e propria porta d’accesso al cuore storico del borgo, unendo il fascino del passato militare alla vita quotidiana della comunità.

Una porta tra la storia e il borgo

Costruita originariamente come torre d’ingresso fortificata, la struttura faceva parte integrante della cinta muraria del castello di Marciano. Chiunque volesse entrare nel borgo doveva passare sotto la sua volta, sorvegliato dai difensori del castello.

Nel corso dei secoli, persa la sua funzione prettamente difensiva, la torre è stata “gentilizia” e trasformata in Torre Civica, accogliendo il grande orologio che ancora oggi scandisce il tempo dei cittadini.

Vista della porta dall’interno del centro storico

La parte sommitale della torre con lo stemma mediceo e l’orologio

Architettura e caratteristiche

La torre si distingue per la sua struttura slanciata e i materiali caldi tipici dei borghi della Val di Chiana: la base in pietra e laterizio mostra i segni del suo passato militare, solida e imponente. Campeggia nella parte inferiore dell’edificio lo stemma in pietra arenaria della famiglia Medici che qui ebbe un ruolo fondamentale per la creazione della moderna regione Toscana.

Il grande orologio posizionato sulla facciata accoglie visitatori e residenti. La cella campanaria sulla sommità spicca in una caratteristica vela campanaria in mattoni terminante con tre merli cuspidati. 

Depositphotos_42151765_L

Ristorante Test 2

Depositphotos_285431422_L
Depositphotos_22790206_L
Depositphotos_85593874_L
Depositphotos_37407939_L
Depositphotos_64660901_L

Ristorante Test

Nel cuore di Marciano della Chiana, un piccolo borgo toscano ricco di storia e tradizione, si trova il Ristorante La Quercia, un luogo accogliente dove la cucina autentica toscana prende vita tra sapori genuini e ingredienti di qualità, offrendo un’esperienza gastronomica che celebra la cultura locale e il calore dell’ospitalità.

Servizi principali

Posizione

First Pjm Compound, 335 Real Road, Km. 5 dal centro

suoni della torre marciano

Suoni della Torre

Giorni
Ore
Minuti
Secondi

Suoni dalla Torre:
XIV Festival di Musica Antica a Marciano della Chiana

Medioevo in musica a Marciano della Chiana con il Festival Suoni dalla torre

18 e 19 luglio 2026

Torna a Marciano della Chiana Suoni dalla Torre, il Festival di Musica Antica che animerà la Torre di Marciano e la Chiesa dei SS Stefano e Andrea con incontri, concerti, strumenti storici e una speciale cena rinascimentale.
L’edizione 2026 sarà dedicata in particolare al tempo della Battaglia di Scannagallo e alla musica medievale e rinascimentale, con appuntamenti pensati per unire divulgazione storica, arte, poesia, musica e convivialità.

Sabato 18 luglio
Ore 17:30 – Torre di Marciano
Apertura mostra ed esposizione di strumenti musicali rinascimentali. Ingresso gratuito.
Ore 17:45 – Torre di Marciano
Musica e arte al tempo della Battaglia di Scannagallo
Incontro divulgativo e presentazione del disco “La Battaglia di Scannagallo 1554” ed. Tactus.
Un appuntamento dedicato al rapporto tra musica, arte, poesia e storia nel contesto delle Guerre d’Italia e della celebre battaglia del 1554.
Ore 18:45 – Torre di Marciano.
”La Battaglia di Scannagallo 1554″
dell’ Ensemble Anonima Frottolisti e Coro Effetti Sonori, diretto da Elisa Pasquini.
Voce recitante: Gianni Micheli.
Ingresso gratuito.

Domenica 19 luglio
Ore 18:45 – Chiesa dei SS Stefano e Andrea. “Laudar vollio per amore”
Concerto dell’Ensemble Stella Nova, dedicato a San Francesco d’Assisi e al repertorio medievale delle laudi devozionali, con brani tratti anche dal Laudario di Cortona.
Ingresso gratuito.
Ore 20:30 – Torre di Marciano.
Il Banchetto dei Folli, cena rinascimentale a cura del Ristorante Belvedere, con spettacolo della Compagnia dell’Accademia Resonars.
Una serata tra musica, canti, giochi e danze ispirati alla tradizione del Cinquecento.
Cena rinascimentale + spettacolo: € 50
Prenotazione obbligatoria entro il 16 luglio.

Info e prenotazioni:
biglietteria@officinedellacultura.org

Tel. 0575 27961 – 338 8431111

Depositphotos_42151765_L

Ristorante Test

Depositphotos_285431422_L
Depositphotos_22790206_L
Depositphotos_85593874_L
Depositphotos_37407939_L
Depositphotos_64660901_L

Ristorante Test

Nel cuore di Marciano della Chiana, un piccolo borgo toscano ricco di storia e tradizione, si trova il Ristorante La Quercia, un luogo accogliente dove la cucina autentica toscana prende vita tra sapori genuini e ingredienti di qualità, offrendo un’esperienza gastronomica che celebra la cultura locale e il calore dell’ospitalità.

Servizi principali

Posizione

First Pjm Compound, 335 Real Road, Km. 5 dal centro

Depositphotos_298348252_L

Hotel Test

Depositphotos_277798508_L
Depositphotos_176268200_L
Depositphotos_766762368_L

Hotel Test

Nel cuore di Marciano della Chiana, un piccolo borgo toscano ricco di storia e tradizione, si erge la Chiesa dei Santi Stefano e Andrea, un edificio sacro che custodisce al suo interno opere d’arte di grande valore e una storia che affonda le radici nel passato.

Servizi principali

Posizione

First Pjm Compound, 335 Real Road, Km. 5 dal centro

DSC02983

La Battaglia di Scannagallo

Giorni
Ore
Minuti
Secondi

La Battaglia di Scannagallo:
Un Viaggio nel Passato tra Storia e Tradizione in Valdichiana

La Battaglia di Scannagallo è una delle principali rievocazioni storiche che valorizzano l’identità toscana

15, 16 e 17 Maggio 2026

Nel cuore della Valdichiana, a quasi cinque secoli dalla storica Battaglia di Scannagallo, si rinnova un evento che permette ai partecipanti di immergersi in un’esperienza storica coinvolgente. Pozzo della Chiana, Foiano della Chiana e Marciano della Chiana si trasformano in un palcoscenico vivo dove storia, cultura e tradizioni si intrecciano grazie alle iniziative promosse dall’associazione culturale Scannagallo, tutte ad ingresso gratuito.

Un Weekend Ricco di Rievocazioni e Cultura

Le giornate sono ricche di attività per tutte le età: rievocazioni storiche, danze rinascimentali, camminate guidate, spettacoli teatrali e presentazioni di libri. L’evento ripercorre gli avvenimenti del 1554, quando l’esercito fiorentino guidato da Cosimo I de’ Medici sconfisse quello senese, segnando l’inizio del Granducato di Toscana e il successivo periodo di grande splendore artistico e culturale.

Pozzo della Chiana: Il Centro dell’Evento

A Pozzo della Chiana viene allestito un accampamento storico con tende degli eserciti franco-senesi e mediceo-imperiali. Qui è possibile ammirare armi, armature e accessori fedelmente ricostruiti e vivere da vicino le tradizioni militari dell’epoca. La rievocazione della battaglia mette in scena lo scontro tra i due eserciti in una rappresentazione che include una parte introduttiva teatralizzata per spiegare il contesto storico. Un corteo con compagnie storiche e l’esibizione degli sbandieratori di Arezzo accompagnano l’inizio dello spettacolo.

Camminata nella Storia e Spettacoli Rinascimentali

Il programma prevede una “Camminata nella storia”, un percorso guidato che parte da Foiano della Chiana per ricordare l’episodio del sacco di Foiano e arrivare a Pozzo della Chiana. Qui si possono visitare il Tempio di Santo Stefano della Vittoria e assistere a danze rinascimentali, comprese esibizioni dei bambini delle scuole locali. La serata si anima con spettacoli di sbandieratori, giullari, danze e assalti simulati all’accampamento, creando un’atmosfera d’altri tempi.

Assalto al Castello di Marciano e Momenti Finali

La mattina seguente il centro storico di Marciano della Chiana torna indietro nel tempo con la rappresentazione dell’assalto al castello, con schieramenti militari, racconto teatralizzato dei fatti e la ritirata franco-senese. Successivamente, una facile camminata porta i visitatori fino a Pozzo della Chiana per assistere alla rievocazione della battaglia. La giornata si conclude con la presentazione del libro “Cosimo I de’ Medici” alla presenza dell’autore Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che ripercorre la vita e le gesta del primo Granduca di Toscana.

Gastronomia e Atmosfera Storica

Durante l’evento sono presenti stand gastronomici nell’area della battaglia, dove è possibile gustare piatti tipici immersi nell’atmosfera rinascimentale.